Rieccoci qui, nuovamente pronti a ricominciare il lavoro, pronti ad affrontare i clienti che tornati dalle vacanze, si sfogano (anche giustamente) sull'unico responsabile della loro vacanza non proprio riuscita: l'agente viaggi. Che farci, sono i rischi del mestiere....è difficile far capire al cliente che se la spiaggia non era "sabbiosa" (come da catalogo) ma fatta di ciottoli e sassi, il tuo agente di viaggi non poteva saperlo! Che se il tuo pacchetto "all inclusive" includeva tutto, ma che si mangiava male, il tuo agente di viaggio non lo sapeva....che se la spiaggia a 500 metri dal mare invece è a 2.5 Km, non è colpa dell'agente di viaggio!
Il cliente ha ragione, soprattutto se consideri che spende parecchi soldi per le vacanze, e che si aspetta il servizio che gli era stato promesso! Allora c'è da chiedersi perchè sui cataloghi trovi la dicitura " a 500 metri dal mare, se invece quei 500 sono 2.5 km. Non sarebbe meglio dirlo subito? Forse perchè altrimenti il cliente sceglie un altro hotel? Lo sceglierà comunque l'anno prossimo, dopo essersi preso la fregatura, anzi, sceglierà direttamente un altro tour operator, così come un'altra agenzia viaggi....
Meditate gente, meditate...
Tutti pazzi per le agenzie di viaggi. Questo, almeno, è quello che succede in America secondo Travel Weekly, che sottolinea la grande attenzione che i media statunitensi hanno dedicato in questo mese alle adv.
Solo nell'ultimo mese, infatti, sia Forbes Magazine sia il New York Times hanno dedicato spazio e articoli ai dettaglianti, senza contare i servizi su CNN.com e Nbc sul lavoro delle agenzie di viaggi. "Un grande mese per l'immagine degli agenti sui media consumer", ha commentato il ceo di Asta Tony Gonchar.
